Più 20% rispetto allo scorso anno:
dalle rilevazioni condotte dal Movimento Turismo del Vino su un
significativo campione di aziende già a fine giornata, sono state
1.200.000 le presenze stimate nelle quasi 1000 cantine del Movimento
Turismo del Vino aperte in tutta la penisola in occasione dell’
irrinunciabile, unica festa del vino made in Italy. In gran parte
giovani. E soprattutto un turismo qualificato e interessato al mondo
del vino. Segno che l’evento di Cantine Aperte rimane il vero
‘trascinatore’ del comparto enoturistico nel suo complesso.
Grazie a Cantine Aperte è come se il popolo
degli enoturisti avesse avuto una intera ‘carta dei vini’ nazionale
in assaggio, da Aosta a Marsala, dal Collio al Salento.
Almeno 5000 etichette diverse nelle 1000 aziende del Movimento
Turismo del Vino che detiene il marchio depositato di Cantine
Aperte. Del resto, i segnali del boom si erano visti già da venerdì
mattina, quando siti e centralini del Movimento Turismo del Vino
sono andati temporaneamente in tilt per il troppo afflusso (problema
prontamente risolto).
I numeri della giornata di Cantine Aperte parlano chiaro…..ecco
qualche esempio: in Valle D’Aosta 20.000 presenze, in Friuli Venezia
Giulia 100.000 enoturisti, in Trentino Alto Adige un flusso continuo
e tanti turisti anche da altre regioni e da sottolineare il successo
del talk show di sabato sul tema delle Cantine al servizio del
turismo. In Emilia Romagna parecchi giovani, in Abruzzo 45.000
presenze, in Umbria 72.000, in Campania almeno 15.000 le presenze
tra il sabato e la domenica, in Calabria 6.000, in Puglia + 20%
rispetto allo scorso anno nonostante il Papa a Bari! In Sardegna
40.000 presenze….
Quest’anno, comunque, Cantine Aperte, nonostante il boom, si è
svolta all’insegna di un’ospitalità attenta, qualificata e
personalizzata: “Cantine Aperte, infatti, si è dimostrata
laboratorio dei nuovi modi di accoglienza in cantina, in una fase in
cui l’enoturismo è ormai una realtà consolidata e imponente: il
Censis Servizi ha stimato in 4 milioni i ‘praticanti’ del turismo
per vino, e se si sono raggiunti risultati del genere è proprio
grazie all’impulso delle aziende socie del Movimento, già da tempo
organizzate a ricevere ospiti durante tutta la settimana”, afferma
il presidente nazionale del Movimento Francesco Lambertini.
“Da un sondaggio sviluppato da Censis Servizi in collaborazione con
le aziende del Movimento del Turismo Vino (che hanno risposto ben in
600!), l’enoturismo risulta essere un prodotto giovane, solido, con
buone basi di crescita”, ha confermato Fabio Taiti, presidente del
Censis Servizi, durante la presentazione di Cantine Aperte 2005,
avvenuta a Roma alla Casina Valadier. “Buone le previsioni per
l’anno in corso: presenze in aumento secondo il 44% delle aziende.
Dato questo confermato anche dall’andamento dello scorso periodo
pasquale: + 7% italiani + 8% stranieri, in netta controtendenza
rispetto al dato generale del turismo (- 7% italiani, - 13%
stranieri)”.
Sono stati tanti i motivi che hanno fatto di Cantine Aperte 2005
un’occasione esclusiva, oltre a quello – non trascurabile - di
vedere dove e come si fa il vino, e di vivere ‘dal di dentro’ una
zona vitivinicola: primo motivo, la solidarietà di Wine for
Life-Programma Dream (iniziativa della Comunità di Sant’Egidio per
la lotta all’Aids in Africa) e, localmente, per diversi enti come
Admo, Unicef, Aism, AIL e altri; per scoprire le nuove forme di
ospitalità adottate dalle cantine, tra cui l’inedita iniziativa ‘a
cena con il vignaiolo’, senza dimenticare il sempre più elevato
rigore tecnico delle degustazioni e la pregnanza dei ‘temi’ scelti
(con i vitigni autoctoni giustamente da protagonisti); per
approfondire la visita del territorio seguendo una delle tante
manifestazioni collaterali, come il Raduno di auto d’epoca con
Registro Fiat Italiano, i prodotti tipici, gli intrattenimenti, gli
eventi di musica, cultura, arte e ambiente.
Si va da ‘5
Castelli nel segno del Vino’, iniziativa questa che ha riscosso un
grande consenso, e ‘Salviamo un mestiere’ in Campania agli itinerari
di trekking fra i vigneti o in bici in Lazio, Trentino, Friuli
Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia; dall’inedito fil
rouge fra musica e vino (in Lombardia, con Ron come testimonial) ai
qualificati appuntamenti con convegni e talk show sull’enoturismo,
nonché i pacchetti turistici, organizzati in Trentino Alto Adige in
collaborazione con le APT; o ancora, Venetowineroad in Veneto e le
nuove guide ‘enoturistiche’ messe in campo dall’Umbria. Ed è stato
un trionfo di prodotti tipici in abbinamento ai vini un po’ ovunque,
in Sardegna, Sicilia, Basificata, Molise, Abruzzo, Lazio, Marche,
Emilia Romagna, Liguria, Piemonte.
Tutte iniziative che hanno trasformato le cantine italiane, in tutte
e 20 le regioni, nel ‘meeting point’ sia di chi ama il vino, sia di
chi si occupa professionalmente di vino. Perché quello del Movimento
Turismo del Vino è tutto un mondo, un patrimonio formidabile di
valori e saperi che si apre all’esterno, ad esperti, turisti,
curiosi in una giornata speciale di serrato confronto. Perché
nessuno meglio del vignaiolo conosce il suo vino. Nessuno è in grado
di trasmettere storie, sensazioni ed esperienze su quel vino, su
quel vigneto, su quel territorio, come può fare chi il vino lo
produce, chi sul vigneto ‘pesta la terra’ ogni giorno, chi sul
territorio lavora e vive.
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Ufficio Stampa Movimento Turismo del Vino
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