''Non è la
celebrazione di un passaggio di testimonial perchè i figli, e parlo
dei nomi presenti ad Identità Golose, sono già protagonisti'' - dice
Paolo Marchi ideatore e curatore
della manifestazione. ''Lo sono
Massimiliano Alajmo, Giovanni Santini, sul palco con le
madri, ma anche Ernesto Iaccarino e Alfonso
Caputo che racconteranno la nuova cucina campana.
Sono nomi che hanno già imposto il loro stile,
sfatando pregiudizi e maldicenze, e quello che vogliamo mettere in
evidenza è proprio come i geni si siano evoluti, cosa hanno tenuto
del passato e cosa hanno proiettato nel futuro, portando in Italia e
nel mondo uno stile italiano attuale, innovativo e di qualità''.
A salire sul palco di Palazzo Mezzanotte saranno, infatti,
Massimiliano Alajmo con la madre Rita Chimetto
ai fornelli dal 1960 che non aveva ancora vent'anni e che
nel 1993 ha detto al figlio prendi il timone e vai per la tua
strada. Qui la passione per la gastronomia
è veramente un affare di famiglia, una condivisione di valori, di
insegnamenti e di esperienze che, vicino Padova, hanno
dato vita ad un ''sistema'' per la ristorazione, le cui azioni sono
regolate dal motto ''ciò che diventa era''. La tradizione è
rappresentata dai piatti storici che Massimiliano, detto il Mozart
dei fornelli - nessuno prima di lui ha conquistato due stelle
Michelin a meno di trent'anni - ha saputo sapientemente far propri,
arricchendoli.
Sulla ribalta ormai è sbarcato anche
Giovanni Santini. Era il 1925 quando nonno Antonio
acquistò la casa del pescatore dando vita a quello che sarebbe
diventato il famoso ''Dal Pescatore''.
Attraverso la storia della famiglia,
arrivata alla quarta generazione, si entra in un mondo profondamente
radicato nella tradizione della campagna e della cucina italiana e,
allo stesso tempo, si compie un viaggio pieno di suggestioni e di
sorprese. Sin da piccolo Giovanni ha respirato l'arte
culinaria e viaggiato assieme a mamma Nadia e a suo fratello
Alberto, per conoscere, capire e studiare cucine, usi e costumi di
altre regioni e altri paesi.
Da qui il suo operato è andato nella direzione della tradizione con
uno sguardo attento al contesto socio-storico-culturale al quale
appartiene. Il suo credo è l'hic et hunc: un sapere scientifico,
molte esperienze e la conoscenza trasmessogli dai genitori.
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E' pronto per salpare al timone del
''Dal Pescatore'' per un nuovo
approdo.
E sempre sotto la lente attenta di
Identità Golose saliranno sul palco anche le famiglie di gola
europee. Per la Francia, la
famiglia Troisgros, fondata nel 1930, la
Maison Troisgros ha visto ben tre
generazioni succedersi ai fornelli.
L'attuale Chef è Michel Troisgros, figlio
di Pierre, creatore di superbe specialità di cucina
francese come le saumon à l'oseille, le
foie gras poêlé, le loup sur l'arête meunière aux cèpes secs, les
tripes de veau ''al dente'' à la truffe noire. Per la
Spagna, a fare gli onori di casa, la
famiglia Alexandre. Da settembre 2005 il destino della
casa è passato nelle mani del figlio Raúl,
che ha lavorato con i genitori ai fornelli durante più di un
decennio. La continuità con il passato è
nelle elaborazioni del pesce.
Ma di figli d'arte a Identità Golose ce ne saranno anche ''non
accompagnati''. Parliamo di esempi come
Ernesto Iaccarino, volto nuovo ai fornelli del
Don Alfonso a Sant'Agata sui Due Golfi.
Figlio di Livia e Alfonso Iaccarino
colpisce con i suoi piatti ma anche con i ragionamenti e la grinta.
Giovane ma già bravissimo e sicuro di sé, ha preferito questa
carriera ad una manageriale, e praticamente da autodidatta, insieme
al padre e al fratello maggiore, dirige la cucina di Don Alfonso.
Una sfida nella sfida ha, infatti, continuato il percorso di
innovazione già iniziato dal padre Alfonso negli anni '90, quando,
come un'avanguardia artistica, ha stravolto la cucina partenopea
facendole indossare un abito nuovo ma realizzato con le stesse
materie prime. E ancora un figlio che ha
preso il volo è un altro campano doc,
Alfonso Caputo, 35enne, che ha
ereditato da suo padre Salvatore, un autentico capitano di lungo
corso, la passione per i prodotti del mare e del sole di casa sua
aggiungendoci nuove idee e stimoli che lo portano ai massimi
livelli.
Aiutato da mamma Grazia in cucina, dalla sorella Mariella in cantina
e dal cognato Claudio in sala, Alfonso è un capitano che i gradi se
li è conquistati sul campo. E per l'anno
prossimo la lista si allunga i primi geni familiari a salire sul
palco saranno quelli della famiglia Perbellini, Tita e Giancarlo,
rispettivamente pasticciere e cuoco, dal 1900 in Bovolone come
recita la loro insegna.
Identità Golose è il primo congresso italiano di cucina d'autore,
nato dalla volontà del giornalista Paolo Marchi di
dare dignità
assoluta alla figura del cuoco e di tutti coloro che attorno a lui
contribuiscono a fare della cucina una realtà di estrema, ma non
sempre compresa, grandezza. Identità Golose ha contribuito e
contribuirà in futuro a definire l'identità della cucina italiana,
anzi delle cucine italiane, mirando all'affermazione delle proprie
originalità. L'appuntamento è stato, inoltre, un tributo verso
realtà straniere che vanno rispettate e studiate, anche fatte
proprie nei loro aspetti più felici, consapevoli che l'Italia a
tavola è una protagonista, che non ha nulla da invidiare agli altri
leader.
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Per Informazioni:
Eidos - Ufficio Stampa Identita' Golose
E-mail: identitagolose@eidos-pr.it
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